Una porta aperta per San Siro

di Gabriella Bruschi

Sono emerse novità importanti nella Commissione Consiliare congiunta – Sport, Bilancio e Urbanistica- dedicata al progetto San Siro che si è svolta lo scorso 11 giugno a Palazzo Marino: da una parte è emerso che ci sarà una ulteriore delibera della Giunta comunale per esprimere nuovamente se c’è oppure no il pubblico interesse, dall’altra che il voto verrà esercitato su un nuovo piano di fattibilità.
A dirlo è stato il Direttore Area Pianificazione Tematica e Valorizzazione Aree – Giancarlo Tancredi – che ha aperto i lavori della commissione.

Perché sono importanti questi due fattori?
Fino a questa commissione a far da riferimento era il voto della giunta dello scorso 8 novembre 2019, in cui era stato espresso parere positivo al pubblico interesse, dopo che il Consiglio Comunale nella seduta del 28 ottobre dello stesso anno aveva indicato in un ordine del giorno 16 condizioni da soddisfare per procedere.
Il fatto che invece ci sarà una seconda votazione offre un’altra possibilità e tutto può ancora succedere.

Importante è anche il secondo passaggio: il fatto che il documento su cui verrà posto il voto è un piano di fattibilità e NON un progetto definitivo.
Ciò tiene ancora aperte le porte per il procedere del dibattito pubblico che si sta chiedendo da mesi.

“Il dibattito pubblico può procedere solo se si resta in un ambito di studio di fattibilità, mentre non si può più fare se si è in presenza di un progetto definitivo” conferma l’avvocato Veronica Dini.

Lo stesso Tancredi, nel riassumere i vari passaggi di due anni di trattative, ha concluso dicendo che alle squadre è stata data ancora una proroga per la presentazione di ulteriore documentazione, senza per altro precisare di che cosa si tratti.
Tale prova era scaduta lo scorso 19 giugno.
Dai media si è appreso che i nuovi documenti sono stati presentati. Ma al momento non se ne conosce il contenuto.

Basilio Rizzo d Milano in Comune ha sottolineato, in una recente commissione consiliare, come – di nuovo – ai consiglieri non vengono fornite le informazioni necessarie per poter valutare.

Sarà interessante vedere se verrà data comunicazione dettagliata.

Tre – almeno – le pecche di questa commissione.

La prima: si è parlato a profusione dell’ipotesi nuovo stadio e delle due squadre. Si è solo accennato rapidamente a quella trave nell’occhio costituita da ciò che verrebbe costruito accanto al nuovo stadio, tanto che quest’ultimo ne risulterebbe solo una pagliuzza.
Cioè non si è precisato che cosa verrebbero costruire su quei 145.000 metri quadrati di terreno pubblico: 4 grattacieli, due centri commerciali, oltre a hotel e centro di vario tipo.
Mentre sappiamo benissimo che è proprio tutta questa cementificazione che è ancora più preoccupante.
La narrazione è impostata sullo stadio e sulle povere squadre che hanno bisogno di esso per poter vincere. Invece non si parla della cementificazione dell’intera area.

La seconda pecca: nessuno ha fatto il minimo cenno al fatto che uno spazio verde di oltre 5 ettari verrebbe spazzato via della suddetta cementificazione. Questo spazio verde, che corre lungo la via Tesio, viene di proposito non menzionato, come se non esistesse.
Eppure 5 ettari – che potrebbero essere messi a parco pubblico – non sono pochi.
Ma è chiaro che vale la narrazione di una zona san Siro che appare tutta cementificata, fa risaltare quei bellissimi rendering colorati di finto verde diffusi dalle squadre.

Terza pecca, ancor più grave. Nonostante siano stati invitati apposta i “nostri” ingegneri (dove per “nostri” si intende Riccardo Aceti e Nicola Magistretti che abbiamo sostenuto poiché hanno approfondito e portato avanti un piano di fattibilità ingegneristico e finanziario per la ristrutturazione dello stadio Meazza) il succedersi degli interventi dei consiglieri ha consumato tutto il tempo disponibile e quindi non sono stati ascoltati.
Ed è un vero peccato.
Di contro il presidente della commissione sport Marco Fumagalli ha detto che verrà convocata una nuova commissione sul tema. Vedremo.

Vale la pena a proposito degli interventi dei consiglieri indicare – a futura memoria – chi si è mostrato a favore della ristrutturazione dello stadio.

Non tutti, per fortuna. Per Carlo Monguzzi del Pd c’è “un’idea urbanistica molto sbagliata su quel pezzo di città. Comanda il Pgt che tutti abbiamo votato o la legge sugli stadi, strumento rivelatosi inadeguato? Io penso che sia la prima e quindi credo che tutti dobbiamo ripensarci un attimo, qui è in gioco non solo quella parte di San Siro ma chi comanda a Milano. Io sono convinto che lo stadio non si farà neanche dopo le elezioni”.

“Dal 1990 a oggi gli investimenti sullo stadio, tra pubblico e privato, sono stati di circa 550 milioni di euro. L’idea che dopo trent’anni si prenda quello che si è investito e lo si trasformi in un simulacro di stadio, penso che debba lasciare qualche perplessità”, ha aggiunto il consigliere Pd Rosario Pantaleo, tornando sulla proposta di rifunzionalizzazione del Meazza presentata dall’ingegner Aceti.
Un progetto alternativo – lo ha definito Pantaleo – che ha le gambe per poter essere sostenuto anche in un contraddittorio con le squadre”.

David Gentili, consigliere del Pd e presidente della commissione Antimafia – dopo aver chiesto se anche il Consiglio Comunale, oltre alla giunta, potrà votare nuovamente il piano di fattibilità – è tornato sul punto dei titolari effettivi delle società: “l’Inter comunichi i nuovi titolari effettivi rispetto a quanto dichiarato a gennaio – ha detto -. Il tema dei titolari effettivi si sgancia da quello del progetto urbanistico è una questione propedeutica di regole e procedure. Non può essere coperto da riservatezza”.

Sempre a futura memoria, ricordo qui il risultato della votazione del Consiglio comunale dello scorso 28 ottobre 2019. Sono stati 27 i voti favorevoli al progetto nuovo stadio.
I contrari sono stati 11. Eccoli: Abbiati, Bastoni, Corrado, Forte, Giungi, Mascaretti, Molteni, Monguzzi, Morelli, Rizzo, Sollazzo

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